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NBA: pronto per la stagione 2017-2018?

Il 17 ottobre ricomincia l’NBA, il campionato professionistico più seguito al mondo, vale a dire la National Basket Association statunitense. Quella preceduta da due settimane di pre season ufficiale sarà un’annata particolarmente speciale che non vedrà più competere Paul Pierce, vera e propria leggenda della pallacanestro e di Boston, vista la decisione di appendere le scarpe al chiodo a 39 anni. Sarà anche una stagione per certi versi di transizione, dal momento che continuano a rincorrersi voci su possibili trasferimenti eccellenti che potrebbero influenzare gli equilibri nel corso della prossima estate. I campioni in carica di Golden State si ripresentano ai nastri di partenza come la squadra da battere, forti di un quintetto base completo in ogni reparto e di una panchina all’altezza della situazione. Importanti, a tal proposito, sono le riconferme di tutti i protagonisti che hanno portato sul tetto degli Stati Uniti la franchigia californiana per due volte negli ultimi tre anni. Un quadro che certifica ancora di più l’ottimo stato psicologico oltre che le intenzioni per la nuova stagione, anche perché i Cavaliers sono alle prese con qualche gatta di troppo da pelare.

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L’annata NBA 2017/18 vedrà introdotte una serie di novità, in particolare alcune modifiche al regolamento. La più importante prevede il numero di timeout nel corso di una partita, ridotti da 18 a 14: un provvedimento preso per rendere più veloce il finale di gara, normalmente reso spezzettato dalle continue interruzioni negli ultimi tre minuti. In sede di tiri liberi verranno inoltre sanzionati con una violazione di tempo tutti quei giocatori che si “avventureranno” oltre la linea dei tre metri tra un tiro e l’altro. Il campionato inizierà poi con otto giorni d’anticipo per ridurre ulteriormente il numero di partite consecutive, permettendo così alle squadre migliori tempi di recupero per i giocatori volutamente tenuti a riposo. Cambio di date anche per quanto riguarda la conclusione della finestra invernale di mercato: non sarà più possibile effettuare operazioni nei dieci giorni che precedono l’All Star Game, in modo da dare alle squadre la possibilità di organizzare al meglio il proprio roster. Nessun piano invece per quanto riguarda l’allargamento dell’NBA a due nuove franchigie, con il tema di un eventuale ritorno dei Seattle Sonics che non aveva lasciato indifferenti i tifosi più nostalgici.

Qui Cleveland: Irving e il rebus LeBron

Più che i Warriors, come accennato, in fatto di titoli di giornale i protagonisti hanno un nome solo: Kyrie Irving e i suoi Cavaliers. Il playmaker di Cleveland ha di fatto “rotto” con il club arrivando a manifestare la volontà di cambiare aria dopo sei anni. La notizia ha generato un effetto bomba in più direzioni: da un lato, la ricerca delle cause dietro a questa scelta; dall’altro, le logiche conseguenze a livello di mercato e l’effetto domino che interesserà la squadra che riuscirà ad accaparrarsi le sue prestazioni sportive da quest’anno. Le voci circa un suo malcontento per via del ruolo occupato alle spalle di un vero e proprio gigante come LeBron James, del resto, sono venute fuori in via più o meno ufficiale già da tempo. Carattere non dei più semplici e classe da campione: tutti gli ingredienti per fare della stella di Melbourne un ego difficile da domare, e a cui è ancora più difficile far accettare un ruolo da eterno secondo – problematiche, queste, emerse anche in nazionale affianco a Durant. Parliamo di motivi che lo hanno già portato ad avere frizioni con l’uomo simbolo di Cleveland, poi sopite e trasformate in reciproca cordialità per il bene di tutte le parti in causa.

Le aspirazioni di leadership per un talento e una personalità del genere, però, non possono accettare a lungo un ruolo da comprimario, ed ecco quindi scatenarsi la caccia ad uno dei migliori giocatori su piazza. E qui sta il secondo problema: chi offrirà quanto richiesto dai Cavs per portarsi a casa il metro e novantuno già in questa finestra di mercato? Secondo quanto filtrato, l’operazione potrebbe andare in porto in cambio di un pacchetto di prime scelte: talenti giovani, giocatori già rodati e pronti per puntare a vincere, più qualche scelta al Draft. Sobbarcarsi uno stipendio pesante, a quel punto, potrebbe quasi sembrare una formalità viste le entrate che genererebbe una firma così pesante, ma le trattative non appaiono certo delle più facili. Al momento sembra che la squadra più vicina a includere Irving nel proprio roster siano i Phoenix Suns, ma fino alla firma sul contratto il ventaglio di opzioni rimarrà aperto a tante – tra queste, San Antonio Spurs, Minnesota Timberwolves, e Miami Heat in prima fila. Non è comunque da escludere una sua permanenza almeno fino a dicembre, ed un eventuale cambio di canottiera a partire dal secondo trimestre di stagione NBA.

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La seconda “patata bollente” per i Cavaliers, seppure in ottica futura, ha un nome e cognome di quelli che i tifosi non vorrebbero mai leggere accostati ad una possibile uscita: stiamo parlando proprio di LeBron James. Il gigante di Akron, infatti, si troverebbe pericolosamente in orbita Lakers e potrebbe legarsi al club di Los Angeles a partire dalla prossima estate, quando si troverà free agent avendo scelto di non rinnovare il proprio contratto con Cleveland. Non sarebbe la prima separazione tra il nativo dell’Ohio e la franchigia più importata dello stato, e anche se ad oggi queste rimangono speculazioni e voci di corridoio, la sensazione è quella che il 32enne voglia chiudere la carriera proprio in California. E, tanto per alimentare il “circolo” di rumors, sembra che dietro la possibile scelta di trasferirsi a Ovest ci siano suggestioni legate a una possibile futura carriera hollywoodiana, più che obiettivi prettamente sportivi. Chiaro, quindi, che se tutto questo dovesse andare in porto Cleveland si troverà nella situazione di dover assemblare nel 2018 una rosa in grado di fronteggiare la perdita di due pesi massimi in due anni, cercando quindi di rinforzare le proprie file già a partire da questa sessione di trasferimenti. Un compito non certo agevole per la dirigenza dei campioni NBA 2016, ma una sfida di per sé affascinante.

Basket NBA: trasferimenti e rinnovi

In assenza di competizioni internazionali in grado di richiamare l’attenzione, e la sola NBA Summer League come appuntamento in calendario per gli appassionati che non riescono a stare senza partite durante la off-season, gli occhi sono inevitabilmente puntati sulle operazioni di mercato tra spifferi, bufale, e conferme ufficiali. L’intrattenimento offerto dalle notizie relative a trasferimenti e rinnovi di contratto non sta deludendo le attese, e sono già parecchie le operazioni annunciate in via ufficiale.

Una notizia che ha interessato gli sportivi attenti alle vicende degli “italiani d’America” è quella che ha visto il cambio di casacca di Danilo Gallinari. Il “Gallo” ha infatti lasciato Denver dopo sette lunghe stagioni per accasarsi a Los Angeles, sponda Clippers – per quello che promette di essere un quintetto dal potenziale offensivo assai esplosivo – con la firma di un pesante ingaggio triennale da 65 milioni di dollari. Nonostante l’infortunio di pochi giorni fa rimediato contro l’Olanda, le tempistiche di recupero dovrebbero consentirgli di cominciare regolarmente la stagione con la squadra. Lascia invece la franchigia californiana Chris Paul, accasatosi a Houston in un’operazione allargata che ha visto lo scambio con ben quattro giocatori. L’altro italiano più conosciuto in NBA, Marco Belinelli, passa agli Atlanta Hawks all’interno dello scambio che ha visto fare il percorso inverso a Dwight Howard, nuovo giocatore di Charlotte. Scambio anche tra Indiana e Oklahoma, con Paul George che ha preso la strada dei City Thunders. Colpo da novanta invece per i Boston Celtics, che si sono assicurati le prestazioni di Gordon Hayward al termine di una lunga trattativa che ha visto in gioco fino all’ultimo anche Utah. La storica franchigia della East Coast, e in particolare il suo mentore Brad Stevens, abbraccia così un talento in grado di fare la differenza, che ha infatti firmato per poco meno di 130 milioni in 4 anni. Lascia quindi il Massachusetts Avery Bradley, che sbarca a Detroit in cambio di Marcus Morris.

“Squadra che vince non si tocca”

Un motto che a Golden State sembrano aver recepito e seguito alla lettera. I Warriors di coach Kerr, infatti, hanno optato per una linea di continuità con il recente passato che tanto ha dato a livello di vittorie. Titoli di giornali tutti per il rinnovo a cifre astronomiche di Stephen Curry, che incasserà la bellezza di 200 milioni di dollari nei prossimi quattro anni. Nuovo contratto anche per l’MPV delle finali 2017 Kevin Durant – che ha trovato il modo di far parlare di sé anche in questo caso, abbassandosi l’ingaggio pur di permettere alla squadra un tetto salariale che consenta di trattenere i migliori e far spazio anche a giocatori svincolati. Quando si dice, numeri uno dentro e fuori dal campo. Warriors che hanno rinnovato anche Iguodala, David West, e Shaun Livingston, e hanno prelevato l’israeliano Omri Casspi da Sacramento. Arriva a Oakland anche la guardia trentenne Nick Young, che firma per un solo anno chiudendo l’esperienza di quattro anni con i Los Angeles Lakers.

E veniamo alle vecchie conoscenze europee. Il catalano Ricky Rubio si è trasferito agli Utah Jazz, che contemporaneamente hanno rinnovato il contratto di Joe Ingles per una cifra vicino ai 52 milioni in quattro anni. Ondata di rinnovi anche in casa San Antonio, e sono nomi che pesano: Manu Ginobili e Pau Gasol, ultra veterani emigrati da tempo negli Stati Uniti, allungano l’esperienza in Texas per uno e tre anni rispettivamente. E restando in tema di giocatori navigati, si è meritato il rinnovo a Dallas il tedesco Dirk Nowitzki, che di candeline ne ha appena spente 39. Nuovo contratto a cifre astronomiche per James Harden, che prolunga con Houston per 230 milioni in sei anni, una cifra addirittura superiore a Curry.

Chiudiamo la rassegna dedicata al mercato con una voce di corridoio relativa a Carmelo Anthony. La stella di New York sembra infatti oggetto di corteggiamento da parte di McCollum e Lillard, che starebbero direttamente tentando di convincere il 33enne a unirsi al roster di Portland. Superfluo aggiungere che si tratterebbe di uno dei trasferimenti dell’estate, anche se le difficoltà derivate da un contratto in essere di grandi proporzioni frena il tutto, e potrebbe tradursi in un nulla di fatto da qui a settembre.

 

Basket scommesse in vista della stagione 2017-2018

Data la distanza che ci separa all’inizio della nuova stagione NBA, i bookmakers aams 2017 attendono ancora di aprire tutti i mercati, si possono però già trovare quelle del vincente 2018 in antepost. I pronostici online sui futuri campioni sono totalmente sbilanciati a favore di Golden State, giocabile a quote che al momento oscillano tra l’1.55 e l’1.65, valori che prima dell’inizio del campionato non vale la pena di soppesare. Se da un lato si tratta di una quota logica, vista la riconferma in blocco della squadra che ha incantato nell’ultimo triennio, dall’altro lato l’azzardo andrebbe fatto invece più sui Cavaliers – dati a 5 su gran parte delle piattaforme – considerando il valore della paga.

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Dietro alle due compagini protagoniste delle ultime tre finali si fa largo un terzetto di squadre che potrebbero infilarsi nella lotta per il titolo, pur partendo a distanza dalle prime della classe. Stiamo parlando di Spurs, Boston Celtics, e Houston Rockets – tutte giocabili tra i 10 e gli 11. Considerevolmente staccate troviamo poi Clippers, Washington, Oklahoma e via via tutte le altre, con quote tra i 30 e i 50 che potrebbero sì ingolosire gli amanti dei forti rischi, ma le cui possibilità di vittoria non sono da prendere seriamente in considerazione. Servirà quindi ancora un po’ di pazienza prima di vedere i palinsesti aggiornati in corrispondenza della pubblicazione dei calendari, e nel mentre è consigliabile seguire le evoluzioni della pre-stagione e vedere come cambiano i valori delle squadre grazie agli innesti di mercato. Se per il titolo la corsa sembra ristretta a 2-3 squadre, la stagione sarà comunque lunga e piena di possibilità di mettere alla prova le proprie abilità con le scommesse sportive. Se lo spettacolo del campionato NBA 2017-2018 è sempre più vicino, lo stesso si può dire per quote e pronostici sui campioni della pallacanestro più amati al mondo.

Nell’attesa dell’inizio dell’evento, comincia a leggere le nostre guide alle scommesse sportive: conosci i maggiori errori nelle scommesse sportive? Dai un’occhiata alle Guide ai Bookmakers aams 2017 ed assicurati di conoscere la differenza importante tra bookmakers non licenziati e bookmakers aams. Prepara le tue strategie di giocata e ad entrare nel vivo dell’azione con le tue scommesse sportive online.