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Open d’Italia Golf 2017

Per l’Open d’Italia Golf 2017, il weekend del 12-15 ottobre l’European Tour sbarca al Golf Club Milano. Per il terzo anno consecutivo il prestigioso circolo di Monza ospiterà l’evento più importante della stagione golfistica tra i confini nostrani, che ha assunto da quest’anno una rilevanza di primo piano data dall’inserimento della tappa all’interno del nuovo circuito d’elite delle Rolex Series. La risposta generata da questa novità non ha tardato ad arrivare: in Brianza si potranno osservare da vicino le prodezze del numero 5 del mondo Sergio García, che per la prima volta ha confermato la partecipazione all’Open d’Italia Golf 2017 per contendere lo scettro di campione a Francesco Molinari, vittorioso nella scorsa edizione.

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Il torinese di casa a Londra scenderà regolarmente in campo sperando di centrare nuovamente l’exploit contro l’ultimo trionfatore nel Masters di Augusta, proprio come accaduto un anno fa quando sconfisse l’allora iridato Danny Willett. Lungo gli oltre 600 ettari dell’impianto del Parco di Monza ci sarà dunque la possibilità di vedere un campionissimo come il trentanovenne di Castellon de la Plana, e il nome di punta italiano di questi ultimi anni, accanto a nuovi talenti di uno sport in costante crescita. La settantaquattresima edizione degli Open d’Italia Golf 2017 è quindi l’occasione per mettere ancora più in risalto il golf nella vetrina nazionale.

L’Italia nel gotha del golf

Lo scorso novembre l’European Tour, in collaborazione con Rolex, ha annunciato per il 2017 il lancio di una serie di eventi raggruppati sotto lo stesso marchio, tra cui anche l’Open d’Italia Golf 2017. Questo nuovo format, presentato ufficialmente come Rolex Series, risponde alla volontà di riformare il calendario degli appuntamenti europei al fine di rendere la proposta più allettante per sia i golfer da un punto di vista economico – cosa che alzerebbe però di conseguenza anche il livello competitività degli eventi – che per televisioni e investitori. La maggioranza dei professionisti meglio piazzati nel ranking gioca infatti per gran parte dell’anno i tornei organizzati dalla PGA visti i ricchi montepremi: una scelta che muove conseguentemente un gran numero di capitali verso gli Stati Uniti, e che taglia fuori dal circuito europeo le stelle dello sport. L’obiettivo è quindi duplice: offrire ai golfisti un’alternativa di spessore alle gare PGA, e permettere ai talenti europei di crescere sull’erba “di casa” senza dover per forza emigrare in giovane età in cerca di fortuna e sponsorizzazioni dall’altra parte dell’Oceano. In sostanza, si tratta di un circuito in grado di fare concorrenza al ben più consolidato – da ogni punto di vista – calendario di gare in Nord America, garantendo una full membership nell’anno a venire per i golfisti che abbiano ottenuto i migliori risultati stagionali.

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Per ridare lustro ai classici della stagione europea, ecco quindi subentrare le Rolex Series: otto appuntamenti – che saranno verosimilmente allargati nel 2018 – che preparano all’ultimo appuntamento stagionale di Dubai, e che hanno “pensionato” le Final Series. Un prodotto aggiornato in maniera considerevole in molti aspetti, con ciascuna tappa che prevede 7 milioni di dollari di montepremi totale per i giocatori, oltre alla graduatoria a punti che spalancherà le porte del Tour per la stagione successiva ai primi quattro. Una proposta certamente ambiziosa, che non ha mancato di ottenere anche pareri pessimistici visto l’azzardo di un’iniziativa dai risultati tutt’altro che scontati nell’immediato. Se si tratterà di un buco nell’acqua sarà il tempo a dirlo, certo è che per l’Italia vedere l’Open d’Italia Golf 2017 inserito in questo circuito accanto a tornei prestigiosi rappresenta un salto in avanti non da poco. La tappa nostrana è stata inserita in calendario tra quella scozzese, ad Aberdeen, e il Turkish Airlines Open; in precedenza si è già giocato il BMW PGA Championship in Inghilterra, l’Open di Francia, e quello del Nord Irlanda. Le Series proseguiranno in Sudafrica, e si concluderanno al Dubai Championship che tradizionalmente chiude la stagione del grande golf.

Il Golf Club Milano accoglie nuovamente l’Open d’Italia Golf 2017 al termine di una serie di vicissitudini che si sono risolte solo nel corso dell’estate. La Federazione Italiana di Golf  aveva infatti scelto di dare mandato per l’organizzazione del torneo al Royal Club I Roveri, sito nel parco regionale La Mandria nell’immediata cintura di Torino. Le trattative per una sponsorizzazione di peso da parte della Regione Piemonte – quantificata in mezzo milione di euro – si sono però scontrate con l’immobilismo degli enti sin dall’inizio, con un epilogo che molti appassionati della zona avrebbero volentieri evitato. La Regione ha infatti finito per dare parere contrario ad un esborso economico giudicato troppo esoso, ignorando il potenziale ritorno in termini finanziari e di immagine, oltre alle positive ricadute sul territorio che un evento di richiamo internazionale di questa portata avrebbe generato. Hanno inoltre fatto discutere le dichiarazioni del Presidente Sergio Chiamparino, che ha commentato il rifiuto con toni piuttosto snobistici, riassumibili nel fatto che per uno sport da ricchi, è giusto che i costi di sponsorizzazione siano a carico dei ricchi. Parole che, nel 2017, appaiono sintomatiche di un modo di pensare in termini puramente ideologici e sconnessi dalla realtà.

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Non è stato dello stesso avviso il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che si è speso in prima persona per appoggiare la candidatura al fotofinish del circolo brianzolo, e non farsi così sfuggire una nuova opportunità in termini di pubblicità e prestigio. Altrettanto saggia è la linea di continuità adottata in merito alla politica sugli ingressi: anche in questa edizione l’ingresso al pubblico sarà gratuito, per permettere ad appassionati e curiosi, oltre agli sportivi provenienti dall’estero, di avvicinarsi ancora di più ad uno sport in forte crescita. Non è un caso che l’attenzione dei confronti del golf sia tale da incentivare una partecipazione di pubblico sempre maggiore, dal momento che l’obiettivo a medio termine è quello che vede la celebrazione massima del golf proprio nel nostro paese: stiamo parlando della Ryder Cup del 2022, che avrà sede a Roma.

Il cammino verso la Ryder Cup

Il 14 dicembre 2015 la Federazione Italiana di Golf ha festeggiato la prestigiosa vittoria nella corsa all’organizzazione della futura edizione della Ryder Cup. La candidatura di Roma ha infatti avuto la meglio su quella promossa dalla Germania, che aveva individuato in Bad Saarow la sua sede. La notizia è stata salutata con grande entusiasmo dal comitato azzurro, a cui spetterà ora un grande lavoro di promozione per presentarsi al via del torneo forti di un grande sostegno di pubblico e sponsor. Sui campi del Marco Simone Golf & Country Club si scriverà a tutti gli effetti la storia del golf in Italia: la storica competizione che vede affrontarsi Stati Uniti ed Europa ha visto accrescere negli anni un folto seguito grazie all’attenzione mediatica sempre più marcata e ai brillanti risultati conseguiti dalla “nostra” selezione in tempi recenti. Tra questi, si ricorda con maggior trasporto l’edizione 2012 sui campi del Country Club di Medinah, Illinois, dove la squadra europea capitanata da José María Olazábal completò una straordinaria rimonta ai danni dei lanciatissimi padroni di casa (con Tiger Woods, Matt Kuchar, e Bubba Watson tra gli altri) nell’ultima domenica di gare. La spedizione di quell’anno, che annoverava talenti e golfer navigati come Justin Rose, Lee Westwood, Rory McIllroy, e Ian Poulter, oltre a Francesco Molinari e Sergio García prossimi sfidanti a Monza – scrisse una pagina di storia dai connotati leggendari anche per via della ricorrenza che aveva toccato da vicino l’Europa del Golf, con la recente morte di Severiano Ballesteros – cinque volte campione da giocatore e successivamente capitano della selezione in Ryder Cup.

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Dopo la riconferma del titolo nel 2014, ottenuta dall’Europa al termine di un testa a testa mai in discussione a Gleneagles, un anno fa gli Stati Uniti hanno interrotto la striscia di sconfitte tornando a cogliere il successo in Minnesota. Come si presenterà l’Europa nel 2022 è ancora prematuro ipotizzarlo: anche se diversi degli attuali protagonisti del Tour saranno sicuramente ancora “arruolabili”, quel che è auspicabile è che da qui al primo colpo della Ryder Cup a Guidonia il movimento golfistico italiano possa aver guadagnato ancora più seguito e interesse. Un evento di tale importanza merita di essere celebrato nella maniera più spettacolare possibile e con una cornice di pubblico altrettanto nutrita, per mostrare al mondo che il fascino dei campi verdi avrà saputo ritagliarsi uno spazio importante anche nel cuore degli appassionati italiani.

I big in gara a Monza

Come accade di consueto alla vigilia e durante i grandi tornei di sport, non sono solo giornalisti e appassionati a mobilitarsi, anche i fari dei bookmakers si accendono per offrire agli scommettitori la possibilità di giocare e seguire con ancora più interesse le sorti delle gare. L’Open d’Italia Golf 2017 vedrà verosimilmente una sfida a due, quella tra Sergio García e Francesco Molinari. Il 2017 dello spagnolo è già di diritto negli annali grazie al primo Major conquistato in carriera al Masters Tournament, un titolo che oltre a essere il punto più alto mai raggiunto gli è valso anche un assegno da quasi due milioni di dollari. Il suo score negli altri tornei del PGA Tour non è stato però altrettanto straordinario, con un solo altro piazzamento nei top 10 in 16 partecipazioni. Meglio, pur parlando di un confronto di fatto inesistente, nei due eventi giocati sin qui sotto la bandiera dello European Tour: un primo e un secondo posto – a Monaco di Baviera e Dubai – in attesa del terzo torneo, vale a dire l’Open d’Italia Golf 2017.

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Francesco Molinari ha vissuto fin qui una stagione più che positiva, centrando una prestigiosa seconda piazza al PGA Championship di Charlotte alle spalle di Justin Thomas, e ottenendo un analogo risultato al BMW PGA Championship inglesi sull’erba di Wentworth, dietro al neo campione svedese Alex Noren. Nonostante gli altri tre Major nordamericani non lo abbiano visto particolarmente sugli scudi, il torinese ha ben figurato per due volte in altrettanti tornei in Florida, chiudendo nel gruppo dei migliori in un paio di circostanze. I nomi di peso di Molinari e García sono quelli che attraggono i pronostici, ma l’alto grado di difficoltà delle buche e la tenuta mentale che si richiede ai giocatori lungo il weekend di gare costa spesso risultati anche quando sono dati per favoriti alla vittoria. Ecco perché è bene attendere la lista finale di partecipanti per capire chi potrebbe insidiare i due golfisti più titolati in campo al Golf Club Milano.

Un altro nome conosciuto ai più è quello del veronese “emigrato” Matteo Manassero. L’ormai ex predestinato è reduce da annate particolarmente travagliate e costellate di risultati deludenti, ben al di sotto delle attese e soprattutto di quelle che erano le aspettative di crescita dopo un ingresso nel Tour poco più che maggiorenne. Dopo una serie di peregrinazioni e accadimenti nella sua vita fuori dal circuito, negli ultimi mesi i piazzamenti hanno evidenziato confortanti segnali di ripresa. Al recente KLM Open è stato l’italiano con il miglior score, e sarebbe interessante testare i progressi sul green di Monza in quello che è il weekend di gare più importante dell’anno in Italia. Attenzione però anche a Tommy Fleetwood e Romain Vattel: il ventiseienne britannico si è ben comportato agli eventi PGA in questo 2017 ed ha vinto l’HNA Open France a Parigi – evento inserito nelle Rolex Series -, mentre il coetaneo francese è reduce dal prestigioso successo al KLM Open. Resta inoltre da vedere se lo spagnolo Rafa Cabrera Bello sarà del torneo: vedere questi giocatori al Golf Club Milano arricchirebbe il parterre di golfer alla partenza in maniera significativa.

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Le migliori quote e pronostici sull’Open d’Italia Golf 2017 saranno pubblicate a breve su tutti i bookmakers aams. Anche per quanto riguarda gli eventi golfistici, le scommesse in tempo reale danno ai giocatori la possibilità di seguire costantemente le evoluzioni degli eventi scommettendo su vincitori di giornata, testa a testa, handicap di colpi messi a referto, e molti altri mercati. L’alto numero di partecipanti impone di monitorare lo stato di forma con cui si presenteranno ai nastri di partenza quelli che saranno i protagonisti, senza però scartare anche nomi all’apparenza meno celebrati. Non mancheranno promozioni e bonus speciali legati all’Open d’Italia Golf 2017, per cui non resta che aspettare il weekend di gare e approfittare dei palinsesti per godersi il torneo con le scommesse online.