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FED Cup 2017

Questo fine settimana è in programma l’atto finale della FED Cup 2017, il prestigioso appuntamento internazionale che assegna ogni anno il titolo alla migliore nazionale di tennis femminile. Alla Chizhovka Arena di Minsk, in Bielorussia, la selezione di casa affronterà l’agguerrito quartetto a stelle e strisce guidato da Kathy Rinaldi, che si presenta con l’obiettivo dichiarato di riportare la coppa negli Stati Uniti dopo 17 anni di insuccessi.

La maggior esperienza e il talento delle giocatrici nordamericane dà inizialmente al team USA i favori dei bookmakers aams, secondo cui il confronto tra le posizioni in classifica delle giocatrici coinvolte non dovrebbe dare luogo a clamorosi ribaltoni. Di fronte a una cornice di pubblico che ha già polverizzato tutti i biglietti per la due giorni di partite, tuttavia, è facile ipotizzare che le bielorusse venderanno cara la pelle, e faranno di tutto per alzare per la prima volta il massimo trofeo intercontinentale. La finalissima di Minsk dell’11-12 novembre chiuderà di fatto la stagione professionistica femminile 2017, che ha appena mandato agli archivi le WTA Finals di Singapore e il WTA Elite Trophy di Zhuhai, dove si sono affrontate le 20 giocatrici che hanno fatto registrare i migliori risultati da gennaio a ottobre. Si preannuncia quindi una intensa due giorni di match da seguire in live streaming sulle piattaforme dedicate alle scommesse sportive online dei maggiori bookmakers aams italiani, nella speranza che oltre allo spettacolo in campo ci possa anche essere il divertimento legato al gioco responsabile.

Bielorussia orfana di Victoria Azarenka

Quella della nazionale che ospiterà la finale di tennis FED Cup 2017 è una missione che si presenta affascinante ed allo stesso tempo ricca di insidie. La notizia che spicca maggiormente agli occhi, nonostante fosse ampiamente prevedibile, è l’assenza della giocatrice più rappresentativa del tennis bielorusso, vale a dire la due volte campionessa degli Australian Open, Victoria Azarenka. La ex numero 1 al mondo è infatti reduce da stagioni particolarmente travagliate, trascorse lontano dal circuito e dalla sua miglior forma a causa dei ripetuti infortuni occorsi dal 2014 in avanti, oltre alla gravidanza dello scorso anno. Nonostante gli impegni di maternità, nel 2017 “Vika” è tornata nel Tour per prepararsi a Wimbledon, dove si è spinta fino al quarto turno venendo sconfitta da Simona Halep. Una serie di forfait dovuti a problemi extra sportivi, nello specifico il contenzioso relativo alla custodia del figlio con l’ex compagno, hanno di fatto chiuso anticipatamente la sua annata senza aver prendere parte allo US Open, spegnendo quindi le residue speranze di vederla difendere i colori della propria nazionale nell’appuntamento più prestigioso per la Bielorussia  – alla sua prima partecipazione nel World Group di Fed Cup. Non ha trovato la convocazione neppure l’altra veterana nazionale, Olga Govortsova, reduce da una stagione che l’ha vista in campo assai sporadicamente. La 29enne, scivolata a ridosso della 300ma posizione, ha però messo lo zampino proprio nella competizione internazionale, contribuendo a conquistare un punto nel doppio giocato contro le olandesi.

Per la finale di Fed Cup 2017 il selezionatore Eduard Dubrou si affiderà quindi a un quartetto che vede in Aryna Sabalenka ed Aliaksandra Sasnovich le punte di diamante del tennis bielorusso, e che nonostante l’assenza di titoli WTA nei rispettivi curriculum sono state in grado di giocare un ruolo decisivo nel percorso che ha portato alla finale. Le sfide con Olanda e Svizzera sono infatti state l’ago della bilancia nel contesto delle qualificazioni, e il fatto di aver sconfitto avversarie sulla carta più attrezzate e con titoli alle spalle (Kiki Bertens, Timea Bacsinszky, Viktorija Golubic) non può che deporre a favore delle giocatrici, entrambe native di Minsk. La Sabalenka, in particolare, sembra essere quanto di meglio l’accademia bielorussa abbia prodotto negli ultimi anni: diciannove anni compiuti a maggio, fisico possente per 182 cm di altezza, e un gioco in grado di dominare lo scambio con un servizio impressionante e vere e proprie cannonate da fondo campo. Caratteristiche che ricordano da vicino quelle di Garbine Muguruza, e che nel tennis odierno sono diventati gli asset fondamentali per mantenersi stabilmente ad alti livelli ed aspirare a grandi traguardi. Senza dimenticare una buona dose di sfrontatezza, propria di chi vuole irrompere tra i grandi nomi del circuito rovesciando le gerarchie oltre a quote e pronostici. La Sabalenka si è infatti conquistata le prime pagine arrivando recentemente in finale a Tianjin e cedendo solamente ad una ritrovata Maria Sharapova, che ha però dovuto sfoderare tutto il suo miglior repertorio e il maggior sangue freddo nei momenti decisivi per avere la meglio della ragazza terribile, piegata in due set estremamente combattuti e chiusi con un scarti minimi, 7-5 7-6. Si tratta quindi di un talento da monitorare non solo in ottica di questa finale di tennis FED Cup 2017, ma anche per una stagione 2018 che la aspetta tra le protagoniste. Se nel ranking si posizione al numero 77, c’è da immaginare che con queste qualità la classe 1998 sarà presto a ridosso delle migliori, e chissà che questa finale nella sua città natale non possa già essere il vero trampolino di lancio.

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By KE4SFQ (https://www.flickr.com/photos/kevcyn/3333855559/) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons
Completano i ranghi della Bielorussia Vera Lapko e Lidziya Marozava. La prima, numero 130 del mondo, è coscritta della Sabalenka ed è arrivata a giocarsi la finale juniores del Roland Garros. Reduce da un 2017 con risultati rilevanti seppur solo in ambito ITF, vale a dire due vittorie in singolare e sei in doppio, la Lapko è un talento giovane ma con ampi margini di crescita, che potrebbe però patire oltre misura lo scotto di confrontarsi con giocatrici che esprimono un livello di tennis nettamente superiore e sono più abituate a questi palcoscenici. Discorso diverso per la Marozava, classe 1992: singolarista ben lontana dalle posizioni che contano (numero 478 al mondo), ma doppista di buon successo con 16 titoli ITF in carriera, specialità in cui occupa attualmente la 69ma posizione in classifica. Parlando di un movimento tennistico – quello bielorusso al femminile – che non si configura come una fucina di giocatrici di successo stabilmente ai vertici, la possibilità di contare su tenniste di seconda fascia di buon livello è tuttavia un buon punto di partenza: in vista dell’imminente finale di FED Cup 2017, i tifosi di casa hanno un appiglio in più a cui aggrapparsi per sperare nel miracolo sportivo.

L’anno di Stephens e Vandeweghe

Il tennis femminile statunitense arriva all’appuntamento di Minsk forte di un 2017 che ha finalmente confermato a grandi livelli il talento di tre giocatrici da tempo non più solo sui taccuini degli esperti, ma anche dal punto di vista dei risultati. Se non ci soffermiamo sulla stagione di Madison Keys è per la semplice ragione che la ventiduenne finalista di Flushing Meadows non farà parte della spedizione in Bielorussia, mentre gli assi a disposizione della capitana, Kathy Rinaldi, saranno Sloane Stephens e Coco Vandeweghe. L’annata che volge al termine è stata probabilmente la migliore in termini di consolidamento, continuità di risultati, ed exploit sia per la ventiquattrenne Stephens, la cui vittoria allo US Open ha sorpassato i tre titoli QTA del 2016, che per la newyorkese, fresca di ingresso in top 10.

Per Sloane Stephens il 2017 resterà certamente un anno da scolpire nella pietra. Dopo aver perso i mesi invernali e primaverili a causa dell’operazione al piede effettuata a gennaio, la tennista indicata a più riprese come successore naturale delle sorelle Williams ha trovato un mese di agosto particolarmente positivo, centrando due semifinali consecutive nei prestigiosi tornei di Toronto e Cincinnati. Arrivata all’appuntamento con lo US Open dopo il rientro tra le prime 100, l’americana ha saputo imporsi contro una serie di giocatrici di livello, centrando la prima finale Slam in carriera eliminando proprio Venus Williams. La finalissima contro l’amica e compatriota Keys, dominata dall’inizio alla fine, ha messo la ciliegina sulla torta di un cammino in cui è finalmente salita ai livelli di gioco che tutti si aspettano da lei, segnando di conseguenza il punto più alto della sua carriera.

L’altro pezzo da novanta del team statunitense è rappresentato da Coco Vandeweghe, resasi protagonista di un 2017 fatto di piazzamenti costanti e “macchiato” solo dalle due finali perse su due disputate – a Stanford e nel recente WTA Elite di Zhouai. Proprio sul cemento cinese la venticinquenne ha dato sfoggio di tutto il suo repertorio, tanto in positivo come in negativo. Un girone giocato da vera schiacciasassi – sfruttando tutti i suoi punti di forza, vale a dire servizio e diritto –  una finale in cui a un primo set per gran parte dominato ha fatto seguito un blackout scellerato e inspiegabile, che ha permesso alla tedesca Goerges di rimontarla e chiudere la pratica in due set. Senza i passaggi a vuoto più volte palesati nel corso della carriera, la Vandeweghe ha tutte le carte in regola per rimanere a lungo tra le prime dieci del mondo. Lo score negli Slam, con due semifinali e un quarto, conferma come questa stagione sia stata più che positiva, e chiudere con un ruolo da protagonista in FED Cup contribuirebbe a dare quella fiducia necessaria in vista del 2018 – oltre ad alleviare la delusione per la finale persa sette giorni prima.

Accanto a loro se la vedranno in campo due giocatrici estremamente affidabili come Alison Riske e Shelby Rogers. Si tratta di due top 100 in grado di offrire una cifra tecnica in grado di ben figurare sulle superfici veloci, in particolare per quanto riguarda la Rogers – altrettanto solida sulla terra battuta, ma che sul cemento dell’Australian Open di quest’anno è stata capace di eliminare al primo turno Simona Halep in due set, causando uno degli “shock” della prima settimana. La Riske, la più anziana del gruppo con i suoi 27 anni, annovera un titolo WTA ed è stata numero 36 del mondo. Due pedine che offrono quindi sufficienti garanzie e tengono alto il livello del quartetto selezionato da Kathy Rinaldi, che proverà a interrompere la striscia negativa che va avanti dal 2000. Quella di quest’anno è inoltre la prima finale dopo le due consecutive perse contro l’Italia di Flavia Pennetta e Francesca Schiavone, che nel 2009 e 2010 inflissero alle americane due cocenti delusioni.

Quote e pronostici sulla FED Cup 2017

Data la concomitanza delle finali di FED Cup 2017 con gli spareggi legati alle qualificazioni mondiali di calcio, l’attenzione dei bookmakers aams non è ancora del tutto rivolta all’evento: al momento, infatti, online puoi trovare le sole quote relative alla vittoria finale, mentre si attende la pubblicazione dei singoli match non appena verrà diramato il calendario della due giorni. Il favore dei pronostici va tutto in direzione degli Stati Uniti, giocabili a quote tra l’1.35 e l’1.45: prevedibile il valore complessivo delle giocatrici impegnate nel weekend, ma a queste quote non vale la pena di prendere in considerazione scommesse in antepost. Il vantaggio di giocare davanti a un pubblico interamente pro Bielorussia potrebbe giovare alla nazionale di casa, senza contare che il singolare di Aryna Sabalenka, verosimilmente protagonista del match inaugurale nella speranza di indirizzare la contesa a favore delle locali, sarà un bel banco di prova per l’avversaria che andrà a sfidarla. Come accennato in precedenza, la diciannovenne possiede armi in grado di controbattere ai potenti colpi delle americane, cosa che renderà la partita certamente scoppiettante e meritevole di essere vista.

La soluzione migliore per le tue scommesse sportive online sulla finale di FED Cup 2017 è quindi attendere l’uscita delle quote per le singole partite, e di seguirne l’evoluzione mentre le partite sono in corso. Il circuito femminile offre solitamente maggiori spunti e possibilità di realizzare profitti in virtù dei frequenti ribaltamenti del risultato dovuti al momento e alla tenuta psicologica delle tenniste. Tenendo conto dello stato di forma con cui si presentano a Minsk, e dell’impatto che può avere giocare una finalissima davanti a quasi 18 mila persone, i valori sulla carta potrebbero variare di continuo sia in partita, sia man mano che il testa a testa emetterà i primi verdetti. Con il live streaming disponibile su diversi bookmakers aams, non resta che sedersi comodamente e godersi l’ultimo grande evento del tennis rosa con le scommesse sportive online.